giovedì 29 settembre 2016

In viaggio con Michela: Skye

Sono davvero una persona fortunata perché continuate a riempirmi di regali. Oggi torna Michela, dopo una lunga pausa dovuta al lavoro, e lo fa con un post dedicato a uno dei posti più belli che io abbia mai visto in vita mia. Uno di quei posti che si prendono un pezzo del vostro cuore e non ve lo restituiscono più. Ho lasciato pezzi di cuore un po' ovunque, nel mondo, ma quello che ho lasciato a Skye è un po' più grande degli altri. Quindi grazie Michela, grazie per essere tornata e per aver scelto di raccontarci un posto così speciale. Buona lettura! 

Ricominciare a scrivere per ‘A casa di Cindy’ è il più bel regalo di questa fine estate calda e soleggiata, un’estate lunghissima che sembra volermi restituire i giorni in cui ero lontana dall’ombrellone e dal mare, i giorni indimenticabili trascorsi in Scozia
Mi metto comoda al pc, mentre l’acqua per il tè si scalda e inizio a raccontarvi.

Una Cinquecento bianca e sedici lunghi giorni per scoprire le meraviglie di una terra dalla bellezza selvaggia, potentemente forte nei colori e nella sconfinata solitudine dei paesaggi.
Nessuna grande città, se non la bella Edimburgo, scoperta durante il più grande festival delle arti del mondo; solo piccoli villaggi sul mare e graziose cittadine nella campagna più verde e rigogliosa mai vista. E poi le Highlands, i Loch, i faraglioni e le spiagge bianche incontaminate. E le isole, perle di inestimabile bellezza. Non si può dire di aver conosciuto e apprezzato appieno la Scozia senza aver visitato le sue isole, almeno le più importanti. 
Vorrei trasferirvi un po' delle emozioni provate raccontandovi di quella che più mi ha colpito e affascinato, l’isola di Skye.  
Skye è un concentrato di bellezza e meraviglie. 


Portree è la pittoresca ‘capitale’, con un porticciolo di casette che è una palette di toni pastello
Essendo situata in posizione centrale, risulta essere un’ottima base per visitare l’isola agevolmente.E’ una cittadina vivace, molto graziosa e ricca di localini e ristoranti niente male. Ricordo una memorabile scorpacciata di salmone al Dulse & Brose. 




A nord di Skye si trova uno dei territori geologicamente più interessanti in Europa, la Penisola di Trotternish. E’ il paradiso per chi come me ama fare escursionismo. Sono imperdibili la salita fino all’Old Man of Storr, un pinnacolo di basalto alto 50 metri e le passeggiate sull’altopiano vulcanico del Quiraing, che regala scenari mozzafiato. Consiglio una tappa allo Skye Pie Cafè, caratteristico quanto originale caffè galleria.


L’ovest più estremo racchiude la gemma più preziosa, Neist Point.
Quanto ho adorato questo luogo lo scoprireste solo andandoci, sfidando il vento lungo la scogliera per immortalare il colpo d’occhio che si presenterà ai vostri occhi, una lingua di terra che culmina con un bellissimo faro bianco. Un ricordo indelebile, senza alcun dubbio l’immagine che ho più viva negli occhi e nel cuore.
La giornata a Neist Point ha raggiunto la perfezione quando anche il palato ha avuto la sua parte, al Three Chimneys per una sofisticata tappa gourmet.

Ho amato tutto di questa morbida isola verde, le gallerie d’arte che sbucavano dietro ad ogni curva, le zuppe calde, la parlata veloce e incomprensibile dei suoi abitanti, la purezza dell’aria e il profumo dell’oceano, le colonie di foche e le pecore, soprattutto che fossero in numero più alto delle persone, le casette basse, tutte bellissime, l’aria frizzante la mattina e la luce nordica fino a tardi. E quelle uniche gocce di pioggia scese alla nostra partenza e io subito a pensare che piangesse, perché stavamo lasciandola. 

A Skye ho toccato il cielo con un dito.

lunedì 26 settembre 2016

Slovenia - gli indirizzi


Eccoci alla seconda puntata del viaggio in Slovenia, questa volta tutta dedicata a dritte e indirizzi. Spero vi possano essere utili, nel caso decidiate di avventurarvi in questa bellissima nazione. Di Trieste non vi parlo, siamo stati troppo poco e abbiamo collezionato troppo pochi consigli. Mi sa che dovrò proprio tornarci. 

Ma passiamo alla Slovenia. Il nostro voleva essere un viaggio itinerante, volevo fare una sorta di "anello" o comunque un giro che mi permettesse di dormire un po' qua e un po' là, vagamente on the road. Cartina alla mano, ho scoperto che Lubiana era posizionata talmente bene da evitare sbattimenti e cambiamenti di albergo ogni notte, ché va bene il viaggio on the road ma tanto mica eravamo negli Stati Uniti e potevamo pure prendercela con calma. 

Quindi, dal punto di vista del pernottamento, abbiamo diviso il viaggio in due: quattro notti a Lubiana e tre nella zona del lago di Bled. Arrivavamo da Trieste, come vi ho già detto, e nella giornata di spostamento verso Lubiana abbiamo "infilato" anche un giro a Piran e una sosta al Castello di Predjama. 

Piran merita sicuramente la deviazione, è un paesino incantevole sul mare, credo molto simile ad altri della costa croata (dove io non sono mai stata). Noi ci siamo stati una mezza giornata, abbiamo passeggiato per le viuzze, siamo saliti al castello (in Slovenia c'è sempre un castello, ovunque), abbiamo pranzato davanti al mare, ci siamo beati della luce intensissima. Il Castello di Predjama, costruito praticamente all'interno di una grotta, merita anch'esso una sosta. Lì vicino ci sono anche le grotte di Postumia, che tutti mi consigliavano di visitare e che io ho sonoramente ignorato: se c'è una cosa che proprio non mi muove un pelo sono le stalattiti e le stalagmiti. Sorry. Detto questo, passiamo al resto della vacanza. 

Lubiana

Lubiana è una città piccolina, la si gira facilmente a piedi o in bici. Ovunque si decida di dormire, si è comunque vicini al centro. Noi, senza praticamente rendercene conto, abbiamo scelto un appartamento a un minuto dal centro storico, bastava semplicemente attraversare la strada ed eravamo nella zona pedonale. L'appartamento è questo e ve lo stra-consiglio: è in centro, tranquillo, luminoso, piccolo ma con tutto quello che serve. In più, il proprietario è gentilissimo e questo fa sempre bene. 

Lubiana è PIENA di locali, bar, ristoranti, take-away, e io mi sono trovata bene in praticamente tutti quelli in cui sono stata. Scelta ampia, qualità elevata, prezzi ragionevoli. Ecco quelli che mi sono rimasti nel cuore:

Cacao - è un bar/pasticceria che si trova sul lungofiume, dove c'è una costante fila per il gelato. Io non ho preso il gelato, ma un ottimo cappuccino e una brioche perfetta. C'erano poi una serie di torte raw (ah, pare che i dolci crudisti in Slovenia vadano alla grande) che facevano venire l'acquolina in bocca. 

Todz - altro bar, sulla riva opposta del fiume. E' hipster all'ennesima potenza, pieno di bella gente, arredato da dio, perché insomma, ammettiamolo, gli hipster nei locali ci sanno davvero fare. Ovviamente, per non smentirmi, ho preso un tè freddo allo zenzero e un sandwich all'avocado, potevo mica sentirmi fuori luogo? 

Central Station - un bar di tendenza, sempre pieno di gente. Bella musica, bella gente, ottimo spritz e happy hour super conveniente (lo spritz lo abbiamo pagato 2.80 Euro)

Zaziv Vegan - quando siamo arrivati a Lubiana, stanchi e affamati, e ho visto che avevamo una gastronomia vegana sotto casa, ho capito che eravamo nella città giusta. Burger e wrap vegani buonissimi, una torta al cocco e mirtilli che era commovente. 

Falafel - ho una passione smisurata per i falafel, quando ho visto questa piccola gastronomia/ristorante, ho capito che non avrei cercato altro per cena. E ho fatto bene, perché i loro falafel erano ottimi e l'hummus chevvelodicoaffare. Ci sarei tornata ogni sera. 


Joe Pena's - siamo passati davanti a questo ristorante per puro caso, all'ora dell'aperitivo, ci siamo guardati e dopo due secondi eravamo seduti al tavolo: due Sol da bere e uno stepitoso guacamole preparato al tavolo. Mancavano solo i mariachi e sembrava di essere a Isla Mujeres, tanto era buono il guacamole. 

Da Lubiana abbiamo fatto una gita di un giorno a Ptuj e Celje, distanti un centinaio di chilometri circa. Sempre vicino a Lubiana, c'è Skofja Loka, altra cittadina medievale molto carina. Essenzialmente, la capitale della Slovenia è così ben posizionata (e la Slovenia così piccola) che si può vedere buona parte della nazione facendo base a Lubiana. Mica male, no? Come dicevo nello scorso post, Lubiana è piccola e non ci sono molte attrattive turistiche. In due giorni la vedete tranquillamente. Quindi, se vi fermate di più, potete fare delle gite nei dintorni oppure provare tutti i locali della città (nel qual caso credo non vi basti un mese). 


Lago di Bled e dintorni

Quando ho cominciato a pensare alla Slovenia e a informarmi su cosa vedere, il lago di Bled continuava a venire fuori. Visto che avevo tanta voglia di passare qualche giorno in montagna, ho deciso di non fare una gita da Lubiana ma di starci qualche giorno. Grande idea, perché dalle parti del lago di Bled va di gran moda il glamping. 

Cos'è il glamping? Non ho voglia di cercarlo su google, ma ho idea che la parola sia l'unione di glamour e camping, visto che si tratta di mini-casettine in legno ciascuna con un proprio bagno dedicato e, in alcuni casi, anche con la jacuzzi vicino. Potevo non farmi conquistare dall'idea? Impossibile. E quindi mi son messa a cercare una sistemazione del genere. Quelle nei dintorni del lago di Bled (che è un po' come Portofino, per dire) costavano un'occhio della testa, ma alla fine ho trovato questa, a circa una trentina di chilometri. Ci siamo trovati benissimo, come saprete se mi seguite su Instagram e su Instagram Stories: le casettine, o meglio simil-tende in legno, erano deliziose, il posto tranquillo e silenzioso, immerso nel verde e con, ciliegina sulla torta, la colazione consegnata davanti alla casetta ogni mattina, in un cestino da picnic. 

Il lago di Bled, come avevo già scritto, è molto turistico, ma merita il viaggio. E' davvero incantevole, pieno di scorci da fotografare e con una comoda passeggiata intorno che permette di vederlo tutto. Lì vicino c'è anche il lago di Bohinj, meno turistico, molto più affascinante. L'unica pecca, secondo me, è che bisogna pagare per lasciare la macchina IN QUALSIASI PUNTO. Ora, va bene a due passi dal lago di Bled, ma farmi pagare per lasciare la macchina in un bosco nel nulla, vabbè, anche no. E bisogna pagare anche per vedere delle cascate. Eh beh, no dai. A parte questo, si tratta di due bellissimi posti, e al lago di Bohinj conto di passare una settimana, prima o poi, portandomi il cane e facendo un po' di passeggiate. 

Per quel che riguarda i locali, siamo stati poco e spesso abbiamo mangiato cose al volo (i burek salvano la vita, se non li conoscete e state per andare in Slovenia, segnatevi questo nome). Sono però degni di nota:

Zaziv Vegan - la stessa gastronomia vegana che avevo tanto amato a Lubiana ha una sede anche qui. Ho fatto il bis, ovviamente. 

Pizzeria Rustika - non mangio mai italiano all'estero, ma dopo aver letto "la migliore pizza di Bled e di tutta questa zona della Slovenia" sulla Lonely Planet, dovevo proprio andare a vedere. Beh, la pizza è veramente ottima, migliore di molte pizzerie italiane e digeribilissima. Ci siamo andati due volte, non dico altro. 

Spero che questo elenco vi possa essere utile, nel caso decidiate di farvi un giro in Slovenia!

lunedì 19 settembre 2016

Leggermente: Denti Bianchi

Come dico sempre, ogni Leggermente è una sorpresa e un regalo. Questa volta, Elena ha deciso di sorprendermi scegliendo un libro di una delle mie scrittrici preferite e una delle donne in cui vorrei segretamente incarnarmi, Zadie Smith. 

Ho letto questo libro una vita fa e, nonostante mi sia sempre ripromessa di riprenderlo in mano, non sono mai più riuscita a rileggerlo. Chissà che non sia il momento di rifarlo? Una vita fa m'era piaciuto molto, ora vedendo cosa ne scrive Elena, chissà che non sia il caso di riaprirlo? Voi lo avete letto oppure no? Intanto, leggetevi questa recensione di Elena, che come sempre ringrazio di cuore per il tempo che ci dedica. 

Bentornati! Dopo una meritata pausetta estiva eccoci di nuovo a parlare di libri.

Questa volta non è affatto semplice, sono davanti a un romanzo che aveva suscitato in me molte aspettative, un romanzo famoso come famosa è la sua autrice, un romanzo lungo e pieno di parole.

Facilitiamo la partenza arrugginita con un po' di musica?


Il libro in questione è, udite udite, Denti Bianchi di Zadie Smith, se non sapete chi sia Zadie Smith  potete rimediare subito andando qui e nessuno si farà male!


Bene, ora che avete visto di chi stiamo parlando è il momento di smetterla di scherzare e di dedicarsi al libro. Vi sarete accorti che sto tergiversando, un po' come quando, agli esami, davanti a una domanda impossibile, iniziava la risposta pindarica, che partiva dal mesozoico, passava per Bernoulli, arrivava a Jackson Pollock e si rivelava, inesorabilmente, sbagliata.

Sto prendendo tempo perché, in realtà, non so se questo libro mi sia piaciutoHo impiegato UN'ESTATE a leggerlo, non mi sono dedicata ad altro e va bene che è un periodo nero per il mio rapporto con la lettura, però dai, due mesi sono un'eternità. Questo benedetto periodo nero dura da tanto, troppo tempo, così tanto che mi sono davvero stufata e vorrei accantonare per un po' i libri illustrati per immergermi in un bel romanzo ma, tant'è, ho appena fatto un triplo ordine su Amazon... di cosa? Libri illustrati ovviamente (da lei). Ad ogni modo, quando arriveranno ne scriverò e non potrete che convenire con me: era impossibile lasciarseli scappare.


Ma torniamo a Denti bianchi e al rapporto di amore-odio che ho istaurato con lui. Appena iniziato mi sembrava meraviglioso, pieno di frasi perfette, citazioni da tatuarsi subito sulla schiena e da dipingere in salotto, personaggi legati e indipendenti, storie vecchie e nuove, passato e futuro insieme, tutti gli ingredienti, insomma, per un libro come si deve. Poi, arrivata pressappoco a metà, ho iniziato ad annoiarmi e sono andata avanti così, svogliata e delusa, fino quasi alla fine. 


Se però mi chiedete "Ti è piaciuto Denti bianchi?" io di no non riesco a dirvelo. Perché i protagonisti mi sono rimasti incollati addosso anche a libro chiuso, le loro angosce, le frustrazioni, le emozioni belle e le confusioni erano così terrene, così vere, nonostante tutto il bizzarro con cui Zadie condisce ogni capitolo, che mi ci sono affezionata. Vorrei avere una seconda opportunità, rileggerlo più avanti, quando sarò grande (!) e vedere se avrò cambiato idea.

Per ora non so dire di più, non so consigliarlo, ma posso affermare con ragionevole sicurezza che la maggior parte delle persone che conosco e che lo hanno letto, lo hanno anche adorato. Quindi, fossi in voi, non mi fiderei di me. 


Vi lascio così, con tre citazioni, per farmi perdonare. Vado a pescarle all'inizio del libro, dove, vi dicevo, la bellezza delle parole si spreca:

"La mattina il mondo è nuovo, tutte le volte"

"L'amore non è poi tanto difficile da perdere, soprattutto se non lo si è mai avuto"

"Non si è mai più forti di quando si salta dall'altro lato della disperazione"

martedì 13 settembre 2016

Slovenia


La Slovenia è stata una scelta di ripiego, ammettiamolo. Fino all'ultimo, non sapevamo se ci sarebbe stato possibile andare via e quindi avevamo bisogno di una meta "vicina", facilmente raggiungibile in macchina e che non richiedesse particolari preparativi. Eravamo già stati in Provenza, nella Romantische Strasse, la Svizzera non mi ispirava granché, l'Austria tanto meno, non avevamo voglia di andare al mare, non volevamo stare in Italia, insomma...la Slovenia ha fatto capolino dal suo angolo tranquillo e noi ci siamo detti: "perché no?". Abbiamo messo due cose in valigia, prenotato qualche notte qua e là e siamo partiti. 

Per spezzare il viaggio, abbiamo fatto tappa a Trieste, città che desideravo visitare da tempo, ma che è sempre stata un pochino scomoda. Perché, diciamolo, è veramente lontana. Ma, fidatevi di me, vale il viaggio. Lo vale proprio tutto. Sapevo di trovare una bella città, non pensavo di trovarne una così tanto bella. Posso dire, senza ombra di dubbio, una delle più belle città italiane che io abbia visitato finora. Certo, non avrà i monumenti di Firenze, Roma o Venezia, ma le stradine del centro, Piazza Unità d'Italia alla sera, il castello di Miramare, il vento costante, la luce limpida, i caffè e quel gusto un po' ottocentesco che la permea tutta, la rendono una città meravigliosa. Uno di quei posti da godersi senza correre di qua e di là, con calma, stando seduti a un caffè, sbirciando negli androni dei palazzi e perdendosi nelle viuzze del centro storico. 




Dopo due giorni a Trieste,  ci siamo rimessi in macchina e finalmente siamo andati in Slovenia. La prima tappa è stata Piran, un piccolo paese sul mare a due passi dalla costa croata. Volevo vedere come fosse il mare e la guida consigliava Piran "situata sulla punta di una stretta penisola, è la cittadina più incantevole della costa slovena.La sua città vecchia è uno scrigno di architettura gotico-veneziana, anche se d'estate può risultare letteralmente invasa dai turisti". Effettivamente il posto era pienissimo di turisti, un po' buttati a prendere il sole anche sul cemento del porto, ma questo non ne scalfiva la magia: sarà stata la luce fortissima, i ristorantini sul lungomare, il mare limpido da potercisi specchiare, il vento, ma tutto sapeva di buono. E poi è a due passi da Capodistria, che mi ha fatto ripiombare nei ricordi della TV degli anni '80. 



Da Piran, dopo una brevissima sosta al Castello di Predjama , siamo arrivati a Liubljana . Cosa mi aspettavo da Liubljana? Una città un po' vecchio stile, forse un po' addormentata, abbandonata nel passato. Cosa ho trovato? Una città vitale, pienissima di gente, giovane, allegra, presa bene, moderna pur nella sua classicità, silenziosa, verde, vitale, amichevole, una città col sorriso. Dal punto di vista turistico, non è una di quelle città pienissime di cose da vedere.  A meno che non siate interessati ai minimi dettagli e al museo di questo e di quello, riuscirete a esaurire la visita in una, massimo due giornate. Ma non sono i monumenti a far bella questa città. La cosa bella sono i bar e i ristoranti in fila infinita lungo il fiume, tutti pienissimi dalla mattina alla sera tardi, è la gente sorridente e disponibile, è il verde dei giardini, dei parchi, del lungofiume, delle piccole piazzette che spuntano per caso, è la tranquillità che si respira, la mancanza del suono dei clacson, il rumore delle ruote di bicicletta. Insomma, Ljubljana non sarà certo Parigi, ma sembra che ci si viva benissimo. 





Visto che dopo Ljubljana ci aspettavano un po' di giorni in montagna, volevo vedere qualche altra città prima di fuggire in mezzo ai boschi e quindi abbiamo deciso di fare una gita di un giorno a Ptuj e a Celje, due città definite dalla guida rispettivamente "una delle più antiche città della Slovenia, al pari di Ljubljana in termini di importanza storica" e "una città che ha tutte le carte in regola per essere una nota località turistica. Non si sa perché venga sempre snobbata e arrivandoci si ha la sensazione di fare una scoperta straordinaria". Proabilmente abbiamo commesso un gravissimo errore: andarci di sabato pomeriggio, che in Slovenia pare essere la morte sociale. Avevo letto meraviglie su queste due città anche altrove e forse le mie aspettative erano troppo alte o forse era solo la maledizione del sabato pomeriggio, ma ho visto due cittadine che sembravano essere indubbiamente belle, alle quali forse mancava qualcosa: la vita, credo. Peccato, perché quando poi sono stata a Skofja Loka, altra cittadina medievale poco lontana da Ljubljana, me ne sono innamorata perdutamente. Cosa c'era di diverso? Gente, negozi aperti, bambini che giocavano in piazza, luoghi dove procacciarsi il cibo. La vita, insomma. E quello fa, eh. 



Abbiamo concluso questa vacanza con tre giorni in un luogo incantevole, com'è giusto che sia. Perché sì, già tutta la vacanza è andata bene, terminiamola alla grande così al pensiero di tornare a casa ti vien voglia di tagliarti le vene. E quindi gli ultimi giorni della vacanza li abbiamo passati nella zona del lago di Bled, un delizioso specchio d'acqua con al centro un'isoletta raggiungibile solo con barche a remi. Io non sono romantica, ma una cosa del genere scalfisce anche i cuori di pietra come me, eh. Comunque, abbiamo visto Bled, che per essere un posto isolato quasi nel nulla attira più turisti di Portofino (cosa che fortunatamente ha scaccia quel minimo di romanticismo che era si annidato nel mio cuore), e Bohinj, altro lago a circa 20 chilometri da quello di Bled, meno visitato, meno trafficato, una vera meraviglia. Ammetto di non essere mai stata nelle Dolomiti e quindi di ignorare l'esistenza di posti così anche in Italia, ma questo è davvero meraviglioso. Acqua limpidissima, montagne che vi si specchiano, silenzio, mucche, piste ciclabili e sentieri a perdita d'occhio, panchine su cui sedersi a leggere aspettando il tramonto, bar affacciati sul lago dove far merenda, insomma, io non volevo più andar via. 




Insomma, come spesso capita, meno male che ho scelto questa soluzione di ripiego e ho deciso di andare in Slovenia, perché ho scoperto un luogo di grande bellezza. Un luogo semplice, dove tutto (dal punto di vista turistico) funziona a meraviglia, dove la gente ha sempre il sorriso, dove c'è il wi-fi free anche nel paese più sperduto e dimenticato da Dio (e in ogni bar e ristorante, ovviamente), dove magari non ci saranno attrattive straordinarie e monumenti imperdibili, ma dove c'è grande serenità, rispetto, attenzione per le persone e per l'ambiente, cura e amore. E ti vien da pensare che queste cose siano ben più importanti di tanti monumenti  di infinito pregio lasciati lì, abbandonati a sé stessi in mezzo alle urla e al caos (no, Italia, non mi stavo riferendo a te, no, tranquilla). 

Alla prossima per un post tutto infarcito di indirizzi e dritte. 

lunedì 29 agosto 2016

Grazie, estate


Come come scrivevo ieri sera su Instagram, per me l'estate è finita. Ciò non vuol dire che non godrò più del caldo del sole sulla pelle, forse ancora di qualche bagno in mare, sicuramente delle vacanze, che per me cominciano domani, ma tutto avrà un sapore diverso. Avrà il sapore di quella stagione di mezzo che ci prepara all'autunno e io non vedo l'ora che arrivi. Perché io adoro il cambiare delle stagioni e quest'estate è stata talmente appagante che mi l'autunno mi trova prontissima. 

Devo ammettere che sono entrata nell'estate in punta di piedi. Dopo quello che è successo lo scorso anno, avevo timore a godermela e a lasciarmi andare completamente. Sono entrata in giugno con il piedino esitante che toccava l'acqua sulla battigia, a luglio ho fatto qualche passo in avanti, per poi fare un tuffo ad agosto e buttarmici dentro a capofittto. 

Forse lo avevo già scritto, avevo troppo timore che succedesse qualcosa a rovinare tutto. La batosta dello scorso anno mi aveva lasciata un po' paurosa ed esitante, dovevo riscoprire l'estate come fanno i bambini con qualcosa di nuovo. Mi sembrava che non potesse più esistere un'estate da godersi fino in fondo, senza pensieri o distrazioni. 

Invece quell'estate c'è stata e io posso solo dire grazie. Grazie perché:

- ho fatto mille bagni in mare, soprattutto a inizio estate, quando l'acqua è così gelida che ti pizzica tutta

- sono stata in montagna, ho fatto solo tre gite, ma così belle da darmi nutrimento per giorni. Sono tornata in un vecchio rifugio in cui ero già stata, ne ho riscoperto un altro visitato da ragazzina ma completamente scordato e infine ne ho scoperto uno mai visto, così bello da mozzare il fiato

- sono stata a Sarzana alla Soffitta nella strada, ho mangiato testaroli, assaporato il profumo di pini marittimi e sognato di trasferirmi a vivere lì 

- ho messo una vecchia straio in un angolo del giardino e ho letto molti libri, mentre la mia cagnolona teneva d'occhio le lucertole sul muro

- ho scoperto il vintage che mi sta bene e ho comperato moltissime cose spendendo pochissimo

- sono stata all'aperto il più possibile, ogni volta che mi è stato possibile

- ho visto Elena due volte e Anna altre due, posso non dire che è stata un'estate bellissima?

- ho visto Max Gazzè in riva al mare e Davide Silvestri in mezzo alla campagna 

- l'estate è iniziata con il concerto dei Duran Duran a Milano ed è finita con quello del sosia di Elvis nella piazza del mio paese

- ho mangiato tantissimo e bevuto ancora di più e non salgo sulla bilancia per timore, ma un po' non mi importa perché sono chili di felicità 

- sono stata a Sale San Giovanni a stordirmi del profumo della lavanda

- ho festeggiato i quarant'anni del mio compagno di vita per ben tre volte e ogni volta è stato più bello

- ho mangiato a troppe sagre, accennato qualche passo di liscio, bevuto vino cattivo e birra annacquata, ma che sapeva di festa

- ho festeggiato il Ferragosto con un matrimonio in campagna

- ho visto il Cirque Bidon seduta per terra su un tappeto pulcioso

- ho scoperto un nuovo posto del cuore e grazie ad esso un libro prezioso 

- ho aspettato pazientemente che l'avocado germogliasse e mi regalasse le prime foglioline

- ho passato sere caldissime in casa a guardare Stranger Things e a voler tornare negli anni '80

Ci sono probabilmente mille altre cose che ho fatto e che non ricordo. Certo, come sempre, ce ne sono molte altre che non ho fatto:

- non ho fatto un picnic in spiaggia

- non ho dormito in un rifugio

- non sono andata a nuotare di prima mattina col cane

- non ho cucinato per gli amici

- non ho visto un film all'aperto

- non ho fatto yoga nel bosco

- non ho dormito in tenda

Ma ci sarà un'altra estate e questa volta non avrò più timore. E intanto domani partirò per le vacanze e poi tornerò e troverò mille nuove cose ad aspettarmi. Buona fine estate a tutti, non siate tristi che l'autunno è bellissimo. Del resto, come può essere brutta una stagione in cui torna Gilmore Girls?

mercoledì 27 luglio 2016

Leggermente: Boscodirovo

Questa rubrica diventa ogni mese più preziosa. Mi ha fatto scoprire libri bellissimi, è una costante fonte di ispirazione e di meraviglia e, come capita oggi, mi porta indietro nel tempo a riscoprire ricordi che pensavo sopiti. Insomma, torna Elena e ci regala un Leggermente che ci riporta bambini, nelle lunghe estati della nostra infanzia, quelle che hanno messo il seme degli adulti che siamo diventati. Che bellissimo regalo, grazie Elena. 

Siamo in piena, pienissima estate e io, come ogni anno, ripenso alle vacanze di quando ero bambina. Nei (rari) momenti in cui non stavo in montagna o al mare trascorrevo il tempo giocando sui prati, negli orti, nei boschi e nel giardino dei nonni, spesso leggendo un libro. Uno dei miei preferiti in assoluto (ma posso tranquillamente dire il mio preferito di sempre) è quello di cui vi parlerò oggi, in questo Leggermente di fine Luglio.


Boscodirovo, di Jill Barklem, è un classicone: più o meno lo conoscono e amano tutti. Per i disegni, per l'atmosfera e per la delicatezza con cui vengono raccontate le storie della famiglia di topolini, protagonista di ogni avventura. Io possiedo la raccolta de Le Quattro Stagioni di Boscodirovo e due libri più piccoli, che ho altrettanto adorato, intitolati Storia di mare e  Avventura sui monti.


Il mio vecchio volume è ormai ingiallito, ricordo che da bambina mi sembrava enorme e pesantissimo, ma ricordo anche che allora come adesso mi piaceva tanto la parte iniziale, in cui l'autrice racconta come ha lavorato ai suoi progetti, mostrando foto, schizzi e (meraviglia!) fiori pressati, tutte cose che l'hanno aiutata nell'ispirazione quotidiana.


Risfogliandolo per scrivere il Leggermente mi ha ricordato così tanto il "il giornale delle gite" e il mio modo di vivere la natura che mi sono quasi commossa, è stato un salto indietro nel tempo e una conferma: sono diventata quello che immaginavo sarei diventata. Quando costruivo stanze sull'albero, facevo il pesto schiacciando l'ombelico di venere raccolto sul muro dietro casa, mi nascondevo nei prati di zinnie in fiore, raccoglievo calle facendo attenzione ai ragni, salivo sulla teleferica dei nonni, annaffiavo i fiori del cortile con le galosce e la maglietta a righe, seccavo le foglie nella pressa e alla fine della stagione le attaccavo su quadri di corteccia, accarezzavo gatti all'ombra del pergolato di uva fragola, bevevo sprite a merenda mangiando il gelato gusto stracciatella.


Ma ritorniamo al libro.

Boscodirovo è un manuale di comportamento, credo che dovrebbe essere regalato a tutti i bambini in età scolare e raccontato la sera prima di dormire o la mattina sotto l'albero, nelle giornate calde d'estate. Porta con sé, oltre che i disegni bellissimi di Jill, un'infinità di informazioni e insegnamenti: la lealtà, l'amicizia, la perseveranza, la pazienza, la capacità di osservare e attendere il momento giusto, l'amore per la terra e i suoi doni, il coraggio... sono tutti contenuti in questa piccola grande raccolta. Dal punto di vista estetico, guardando le illustrazioni e le centinaia di dettagli che contengono, non si può che essere spinti a provare a replicare i disegni, sul tavolo della cucina, tra matite acquarellabili, gomme, temperini e fogli bianchi.


Con Boscodirovo ho viaggiato, ho attraversato le stagioni e sono stata nei luoghi dove davvero andavo ogni anno: mari e monti, sabbia e pietre, acqua e neve, alberi e fiori. Ho riconosciuto, tra le scene a colori, i gesti di mia nonna, le marmellate preparate da mamma, le bacche che nascevano nel bosco di fronte, i compleanni rustici ma curati che organizzava per me la mia famiglia, le dispense piene di cibo che non si sa mai, i sentieri di montagna e gli ombrelloni a righe inclinati dal vento. 

C'è una cosa, però, che ricordo più di tutte e che ancora oggi, libro alla mano, mi colpisce dritta al cuore: la luce. Quella sottile che filtra dalle persiane e cattura il pulviscolo facendolo danzare, quella chiara e gentile che scandisce i pomeriggi caldi d'estate durante il pisolino del dopo pranzo, quella calda e romantica che avvolge le sere di primavera poco prima di cena, quella corta e piena di malinconia che porta con sé il freddo dell'inverno.


Leggete Boscodirovo, regalatelo, tenetelo nella libreria per poterlo sfogliare ogni tanto, che abbiate quarant'anni come otto, che siate maschioni  rudi come ragazzine delicate, che amiate la montagna come il mare, che sappiate disegnare come no: ne vale la pena sempre, davvero.

Ecco la citazione di oggi e buona estate a tutti!
"E giunse il tramonto, opaco e dorato sui campi. Il cielo azzurro lentamente imbruniva, e i topolini cominciarono a pensare al ritorno"

venerdì 22 luglio 2016

Chiacchiere del venerdì


Buongiorno, amici miei. Come state? Io non mi lamento, l'estate fa il suo dovere, il mare è splendido, le sere sono lunghe, l'orto è rigoglioso, la birra è sempre in frigo. Insomma, va tutto bene. Sono poco presente da queste parti, ma ormai è diventata un'abitudine. Conto di ritornare a pieno regime in autunno, ma ho già messo in lista una serie di cose da fare che non so, facciamo che non vi prometto nulla così va meglio.

Che poi vi prometto cosa, non starete mica lì ad aspettare i miei post, no? Con tutto quello che c'è da fare, le meraviglie di post che si possono leggere su centinaia di blog, insomma, mica c'avrete bisogno del mio, no? (Ecco, tutto questo solo per farmi dire "no, ti prego, Cindy, scrivi ancora, non ci abbandonare", sempre il mio solito bisogno di conferme, che vi devo dire. E' un insicurezza che mi porto dietro dalle elementari). 

Comunque, è passato un po' di tempo dall'ultima volta in cui abbiamo fatto due chiacchiere, quindi ho deciso che era giunto il momento di aggiornarvi un po' sulla mia vita. Che suspance, eh? Chissà che vita emozionante. Quali mirabolanti avventure. Vabbè, daje, partiamo con 'ste chiacchiere. 

- cominciamo con i film. Zero. E' passato un mese e mezzo dall'ultima volta in cui ho scritto un post simile a questo e io non ho visto neppure un film, nel frattempo. Manco mezzo. Niente. Nada. Zero totale. Un po' perché è estate, stiamo fuori, quando torno in casa vado dritta a letto, un po' perché non c'ho proprio voglia. Ad agosto comincerà la rassegna di cinema all'aperto, conto di rifarmi lì. Speriamo. 

- serie tv, Cindy? Eh, calma piatta anche lì. Sto guardando Game of Thrones ma non ho ancora finito. Sarà che m'hanno un po' stufato, sarà che se non ci fosse Daenerys nata dalla tempesta avrei già mollato lì, saranno i motivi di cui al punto precedente, insomma, si va a rilento anche in questo campo. Ma non vedo l'ora di finirla per cominciare Strange Things, di cui ho letto MERAVIGLIE. 

- in compenso, mi son rifatta sul fronte delle letture. Complice il risveglio all'alba quando la luce comincia a filtrare dalle tapparelle, mi sono letta L'Italia è un bosco di Tiziano Fratus, un libro che ho corteggiato per mesi in libreria prima di decidermi ad acquistarlo e che non ha deluso tutte le mie aspettative, una bellissima dichiarazione d'amore per la natura e per il nostro paese, con un sacco di spunti per gite alla ricerca di alberi. Poi ho letto The Country Diary of an Edwardian Lady, un diario pieno di schizzi di piante e animali, bellissimo e magico. Poi sono passata a Il resto è ossigeno di Valentina Stella, consigliatomi dalla mia cara Giulia, che ho divorato in due giorni. Dopo mi sono buttata su Un angelo alla mia tavola di Janet Frame, libro che ho acquistato a metà anni '90 dopo aver visto il film di Jane Campion (bellissimo!) e che poi non ho mai letto. E' l'autobiografia della scrittrice neozelandese, che racconta la sua infanzia in Nuova Zelanda, i suoi periodi in ospedale psichiatrico, i viaggi, la professione di scrittrice, un libro veramente magico, pieno di dettagli e preziose minuzie. Poi ho letto Il cammino immortale di Jean-Christophe Rufin, trovato per caso tra le offerte per Kindle e amato molto. Dico da una vita che voglio fare il Camino di Santiago, finirò per leggerne solo nei libri, ma forse va bene così. Ora sto leggendo La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle, scelto tra una pila di libri in offerta in libreria, che mi ha catturato per la sua trama (una sorta di caccia al tesoro sulle orme degli impressionisti). Vedremo. 

- come libri non son messa male, eh? Si dorme meno, si legge di più. Molto semplice. Che altro ho fatto? La scorsa volta c'eravamo lasciati con me che dovevo andare al concerto dei Duran Duran. Ci sono andata. E' stato bellissimo, emozionante, divertente, coinvolgente, insomma, m'è piaciuto. Pensavo di assistere a una sorta di revival, invece è stato un live estremamente contemporaneo. Sono davvero dei grandi, ci avevamo visto lungo, noi ragazzine degli anni '80. 

- sabato scorso, invece, sono andata a sentire Max Gazzé al Porto Antico a Genova. Amo quella location tantissimo, perché è in riva al mare, passano le navi da crociera e mi viene in mente Fellini ed è tutto molto romantico e poi perché, molto più prosaicamente, la location è piccola, si vede da Dio e - come dice il mio amico Mirko - la birra non è mai troppo lontana. Il concerto è stato bello, allegro, col sorriso sulle labbra. E poi c'era anche Elena e questo ha reso tutto ancora più bello. 

- sempre a proposito di concerti, se sopravvivo a un fine settimana piuttosto impegnativo, domenica sera andrò a sentire Daniele Silvestri e non vedo l'ora. L'elenco delle sue canzoni che amo è infinito. Mi mancherebbe giusto Niccolò Fabi, che poi sarebbe anche il più figo dei tre, ma non amo molto la sua musica. Peccato. (Uno dei miei più grandi rimpianti? Non averli sentiti tutti e tre insieme in tour, mannaggia a me). 

- non ho altro da dichiarare vostro onore. Ho fatto qualche acquisto durante i saldi, obbligata dal fatto che sono dimagrita e non mi va più bene quasi niente (buona come scusa, no?), ho comperato le scarpe più belle del mondo e sono entrata nel tunnel del vintage. Ma non andremo oltre, ok? 

Ma voi ditemi, cosa avete fatto? Libri che vi hanno cambiato la vita, film che non ci possiamo perdere, musica in cuffia a rotazione? Ditemi!

Ah, dimenticavo, in questo periodo la colonna sonora è questa qui: